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Introduzione libro: Giovanni Pipino, un barlettano alla corte di tre Re

Questa appassionante ricerca riguarda le vicende storiche di un personaggio di Barletta “di oscuri natali” (così infatti fu definito dal Villani, famoso cronista del ‘300) che, grazie alle sue capacità, seppe meritarsi la fiducia illimitata di ben tre Re.

Durante il periodo della monarchia angioina, in netta contrapposizione con l’elevata tassazione cui era sottoposto tutto il Meridione d’Italia, la Corona creò occasioni di promozione sociale attraverso il conferimento della “militia”, il servizio regio e l’ingresso nella “familiaritas” o nello status di “consiliarius”; di pari passo la città di Barletta, proclamata Città Regia nel lontano 1190 da Re Tancredi di Sicilia, ebbe la possibilità (in quanto città demaniale sotto il diretto controllo del re) di privilegiare alcuni suoi cittadini con un ingresso più facilitato nella dissestata amministrazione burocratica del governo regio.

Giovanni Pipino fu uno di questi: assunto a Corte, non smise mai di meritare l’illimitata fiducia dei suoi re, acquisendo con la sua epica impresa (la distruzione della colonia saracena di Lucera) una posizione completa, multiforme e onnipotente tanto da essere annoverato tra i più importanti e prestigiosi nobili del Regno di Napoli.

Questo messaggio culturale, utile strumento di consultazione, consente di conoscere meglio la figura storica di un barlettano ignorato dai più, appena accennato nelle cronache cittadine, anche in considerazione delle fonti scarse e spesso contraddittorie risalenti al periodo compreso tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV.

Pubblicato il 17/3/2015 alle 16.7 nella rubrica Barletta story.

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