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Presentazione del libro acura del Prof. Generale Gaetano Nanula, Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

L’incoronazione di Ferdinando I d’Aragona, avvenuta in Barletta il 4 febbraio 1459, è un episodio talmente importante da meritare indubbiamente molta più attenzione di quanto non gli sia stata finora attribuita, in quanto attesta tutto il lustro e la grande importanza rivestita da questa città, in quel tempo giustamente considerata “Caput Regionis”.

Il protagonista riconosciuto nello scenario politico-militare fu, in quell’epoca, senza ombra di dubbio, Ferdinando I d’Aragona, chiamato Ferrante dai napoletani e Don Ferrando dai catalani.

Fin dalla sua giovane età non ebbe vita facile: per seguire le orme del padre in Italia fu costretto a lasciare l’ambiente catalano, ove si stava formando e ad affrontare una nuova realtà, adattandosi ai nuovi usi e costumi e imparando un altro idioma che, per la verità, non riuscì mai a padroneggiare alla perfezione. Da alcune sue lettere personali risulta infatti sempre evidente uno stile incerto, ove si fondono con ricorrenza il napoletano e il catalano.

Problematica e alquanto difficile risulterà per Ferrante, chiamato con disprezzo “il bastardo”, anche la sua successione al trono del Regno di Napoli.

Suo padre, Alfonso il Magnanimo, con fatica era riuscito a ratificare la successione del figlio nel Parlamento di San Lorenzo del 1443. Tale  Parlamento fu ritenuto invero di dubbia legalità, poiché alla sua composizione non parteciparono, come consuetudine, gli alti prelati e i rappresentanti delle città demaniali, rimanendo ristretto alla sola nobiltà.

Ne derivò quindi la convinzione che l’aristocrazia potesse influire in modo determinante nel creare o detronizzare qualsiasi re (le due terribili congiure dei baroni del regno furono una inevitabile conseguenza).

Ferrante comunque, al di là delle atroci repressioni attuate contro i suoi diretti nemici, governò a lungo e si dimostrò uomo abilissimo negli affari diplomatici e politici e lungimirante nel promulgare leggi che abolivano i soprusi dei baroni e rafforzavano lo Stato.

Verso la Città di Barletta il sovrano aragonese ebbe sempre un rapporto particolare, accordando privilegi di vario genere e conquistandosi grande fama di sovrano illuminato, avallata da molti studiosi, locali e non, che hanno capovolto quell’alone di negatività talora perpetrato in danno della sua immagine.

La sua immagine meritava dunque un’attenta ricostruzione, nel contesto di un periodo storico particolarmente complesso, che vede la Città di Barletta in tutta la sua prestigiosa e orgogliosa realtà storica.

All’autore Francesco Pinto, che con tanta passione e prolungata meditazione ha realizzato questa preziosa ricerca, va quindi tributato un plauso particolare, con l’ammirata considerazione dei suoi concittadini.

Pubblicato il 28/3/2011 alle 11.29 nella rubrica Barletta story.

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