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Maffeo Barberini (Papa Urbano VIII)

Sembrava ipotesi consolidata quella afferente che l’unico esemplare di stemma papale presente nella Città di Barletta fosse quello esistente nell’antica chiesa di S. Andrea. Infatti, entrando dall’ingresso principale, sul muro a fianco del primo altare dedicato alla Natività, è riprodotto un bassorilievo raffigurante lo stemma del Sommo Pontefice Gregorio XIII, datato 1578. Con sorpresa invece, passeggiando per caso in via Milano, al civico 4, sulla facciata di un palazzo non molto antico e recentemente restaurato, ho ammirato per la prima volta un nuovo stemma papale, subito identificato, appartenente a Papa Urbano VIII, Maffeo Barberini, già Arcivescovo di Nazareth in Barletta dal 1604 al 1608.
Artisticamente lo stemma non è molto bello, ma resta da chiarire come possa trovarsi su di uno stabile di non antica costruzione e tenendo poi in considerazione che il futuro Papa con ogni probabilità non soggiornò mai a Barletta a causa dei molteplici impegni ecclesiastici. Probabilmente lo stemma sarà stato applicato come semplice decorazione ma, in ogni caso, è attinente alla Città di Barletta che annovera Maffeo Barberini nella cronotassi dei vescovi dell’arcidiocesi nazarena.

Maffeo Barberini nacque a Firenze nell’aprile del 1568 da una nobile e potente famiglia. Studiò a Roma, presso il Collegio Romano, specializzandosi negli studi umanistici e di diritto. Ben presto beneficiò di diverse promozioni: il Pontefice Sisto V lo nominò Referendario; Papa Clemente VIII lo nominò Governatore di Fano e, nel 1604, Protonotario Apostolico e Arcivescovo di Nazareth, Canne e Monteverde in Barletta (carica che manterrà fino al 1608) e Nunzio Apostolico a Parigi. Nel 1606 fu elevato Cardinale da Paolo V, protettore della Scozia nel 1607, Arcivescovo di Spoleto nel 1608, Prefetto della Segnatura Apostolica di giustizia nel 1610 e Legato Pontificio della Città di Bologna dal 1611 al 1614. Infine, il 6 agosto 1623 salì al Soglio Pontificio e scelse di chiamarsi Urbano VIII. Fu l’ultimo Papa ad estendere il territorio dello Stato Pontificio con l’annessione del ducato di Urbino. Sotto il suo pontificato ebbe luogo il famoso processo che determinò la condanna di Galileo Galilei. Con la bolla Omnes Gentes plaudite manibus indisse il XIII Giubileo. Nel governo della Chiesa si attenne scrupolosamente al Concilio di Trento, introdusse la riforma del Breviario, del clero romano e favorì l’attività missionaria, specie in Asia e in Africa. Beatificò e canonizzò molti santi, tra questi i più noti sono: Luigi Gonzaga, Filippo Neri, Andrea Avellino e Gaetano da Tiene. Ma Urbano VIII è maggiormente ricordato e apprezzato come il massimo mecenate del Barocco romano; sotto il suo pontificato furono realizzate moltissime opere che, ancora oggi, abbelliscono Roma. Palazzi, monumenti, statue, una nuova cinta muraria lungo il fianco del Granicolo e fu rafforzato Castel Sant’Angelo dotandolo di una batteria di cannoni in bronzo che fu ricavato dalle massicce travi tubolari in bronzo del Pantheon, utilizzate anche per il baldacchino in San Pietro. E fu proprio la violazione di un edificio sopravvissuto fin dai tempi dell’Impero Romano che portò al celeberrimo detto: Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini – Ciò che non fecero i barbari, fecero i Barberini. A Urbano VIII toccò l’onore di inaugurare solennemente la basilica di San Pietro, finalmente completata nel 1626. Morì, dopo quasi ventuno anni di pontificato, il 29 luglio 1644. Le sue spoglie riposano in San Pietro, sotto il solenne mausoleo funebre, commissionato da Lui personalmente al Bernini. Nella Città di Barletta, via Barberini, è una importante arteria cittadina dedicata a questo illustre personaggio storico.

Pubblicato il 14/5/2008 alle 18.25 nella rubrica Barletta, le antiche nobiltà.

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