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BARLETTA DURANTE IL REGNO DI FEDERICO II.

La dinastia sveva aveva creato un sistema di governo destinato ad estendersi in tutta Italia.
Federico II aveva distrutto i privilegi dei signori feudali e le autonomie dei Comuni; sindaci, funzionari e alti magistrati erano nominati direttamente da lui e solo a lui rispondevano, senza intermediazione di altri poteri.
Il grande sovrano aveva inventato il Catasto con cui controllava le proprietà e i redditi e li tassava; aveva inoltre pianificato l’economia regolando con ferma autorità prodotti, consumi e prezzi.
La sua corte, formata solo da uomini di legge, di scienza e di cultura, fu di esempio a quelle dei Signori del Rinascimento.
Con lo spostamento della sua regalis sedes inclita imperialis a Foggia, per essere più vicino al nord Italia e alla sua Germania, Federico II venne nella nostra città in diverse circostanze poiché, se la reggia di Foggia rappresentava il punto di ritorno dei suoi numerosi viaggi, Barletta rappresentava un importante riferimento amministrativo del regno; infatti alcuni dei più importanti avvenimenti legati all’attività del sovrano avvennero proprio nella città di Barletta ove fu solennemente annunciata la VI crociata e ove, anni dopo, furono apportate delle sostanziali modifiche alle Costituzioni Melfitane.

Pubblicato il 9/5/2007 alle 12.20 nella rubrica Barletta story.

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