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Federico II ammise nei Parlamenti generali l’intervento dei rappresentanti delle città regie, tra cui Barletta (Città Regia significava: libera da ogni vincolo feudale).
In quel periodo il ruolo sociale, economico e politico della città divenne molto importante. Alcuni nobili barlettani ottennero cariche importanti, tra cui bisognerà ricordare Andrea Bonello avvocato fiscale presso la Magna Curia di Napoli e Angelo Della Marra giurista della Schola Ratiocinii (l’equivalente della Corte dei Conti), con sede in Barletta. Il sovrano svevo mostrò sempre una spiccata benevolenza verso l’Ordine dei Teutonici di Barletta, poiché i fondatori di quella domus risultavano dei veri e propri germanici.
La casa dei Teutonici di Barletta assunse grande importanza già dal 1202 quando diventò sede della Casa generalizia regionale e del Magnus Praeceptor-Theutonicorum Apuliae.
Il momento di massimo splendore (in potenza e ricchezza) avvenne proprio sotto l’egemonia del Gran Maestro Ermann von Saltz, che affidò la conduzione della domus barlettana a fra’ Corrado di Basilea.
La fioritura della sede barlettana fu in stretta correlazione col prestigio acquisito dall’Ordine sotto Ermann von Saltz; infatti tutte le donazioni e gli acquisti più importanti risalgono al periodo tra il 1224 e il 1233, con un boom evidente verso il 1227, anno in cui si preparava la crociata, per cui ne conseguì un intenso sviluppo degli scambi commerciali che consentì a Barletta di superare per importanza la casa dei Teutonici di Brindisi e diventare la sede centrale del baliato di Puglia.
Deceduto a Salerno il 20 marzo 1239, per suo espresso desiderio, egli fu sepolto a Barletta; la cronaca dell’Ordine Teutonico, redatta nel 1326, attesta infatti: sepultus est in Barleto.
Il luogo preciso della sepoltura di Ermann von Saltz non viene indicata da nessuna fonte, ma è verosimile che ciò sia avvenuto presso la chiesa di S. Tommaso in quanto appartenente all’Ordine Teutonico.
Secondo la testimonianza di un documento del 1208 la chiesa e l’annesso ospedale dei Teutonici a Barletta erano ubicati fuori le mura della città e più precisamente nel borgo S. Giacomo; tale borgo, per tutto il Medioevo fuori dalle mura, fu inglobato nella nuova cinta muraria della città soltanto nel periodo spagnolo.
Il luogo della sepoltura del Gran Maestro non è stato mai individuato nonostante le ricerche di alcuni studiosi dell’Ordine Teutonico come G. J. De Wal e Bruno Schumacher e di altri appassionati studiosi di storia locale.

Pubblicato il 9/5/2007 alle 12.7 nella rubrica Barletta story.

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