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• Dicembre 1234: Fiera dell’Assunta
L’imperatore svevo concede la Fiera di mezz’agosto, l’ottava di tutto il regno, da celebrarsi dall’8 sino al giorno della festa dell’Assunta.
Questo rappresentava un avvenimento molto importante poiché, oltre alla presenza di mercanti d’ogni luogo (in particolar modo fiorentini e veneziani), permetteva di dimezzare o di annullare i dazi e le gabelle e di intensificare gli scambi commerciali, consentendo un ulteriore sviluppo alla città di Barletta.
Questo risultato fu ottenuto grazie all’interessamento del nobile barlettano Angelo della Marra.
• 19 ottobre 1246: Solemne colloquium
In quella data Federico II convoca, nel castello di Barletta, un’assemblea generale dei più alti funzionari dello Stato con l’intento di promulgare alcune importanti leggi; il castello non era nuovo ad avvenimenti del genere in quanto in precedenza numerose altre riunioni si erano svolte, sia per la celebrazione di importanti manifestazioni che per il solenne annuncio di iniziative del sovrano.
Il colloquium fu un appuntamento amministrativo molto importante per il regno; nel complesso legislativo, denominato Constitutiones Occupatis e diviso in tre parti, si segnala una evoluzione rispetto alle fondamentali Constitutiones Melphitanae del 1231 e, nella prosa, è ravvisabile lo stile involuto di Pier delle Vigne. Con il pacchetto di norme licenziate a Barletta, l’imperatore svevo completa il disegno dello Stato fortemente accentrato, accentua il controllo sulla feudalità, completa l’organizzazione capillare dell’apparato burocratico, nel quale giustizieri e giudici, notai e camerari, castellani e portolani, procuratori e baiuli sono gli esecutori della volontà di un sovrano autoritario e accentratore, strumento che consente all’imperatore di consolidare la monarchia feudale ereditata dai Normanni.
Quella di Barletta è anche l’ultima importante legislazione di Federico II; gli avvenimenti incalzeranno in maniera tumultuosa sino alla malattia e alla morte nella dimora di Castel Fiorentino.
• 26 luglio 1250
Cinque mesi prima della sua morte, l’imperatore dimostra la propria benevolenza verso la chiesa del S. Sepolcro di Barletta; in quella data, dal castello di Lagopesole, Federico II si raccomanda a Gervasio di Martina, giustiziere di Capitanata, di non intralciare l’attività dell’ospedale del S. Sepolcro di Barletta.

Pubblicato il 9/5/2007 alle 12.2 nella rubrica Barletta story.

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