Blog: http://araldicabarlettana.ilcannocchiale.it

Con una serie di decreti emanati nel 1269 Carlo I d’Angiò concesse al priore dell’Ordine Gerosolimitano di Barletta di esportare derrate alimentari (frumento, orzo, legumi e sale) con esenzione da imposte doganali e da dazi; questi privilegi costituivano condizioni indispensabili per la crescita del potere economico del Priorato della città il quale, dopo la distruzione di Bari avvenuta nel giugno del 1156 ad opera di Guglielmo il Malo divenne ben presto il priorato pugliese più importante. La casa ospedaliera gerosolimitana di Barletta era ubicata sul sito dove attualmente sorge il complesso edilizio Solemar,.
Le crociate rappresentarono per il priorato di Barletta un’occasione di straordinario fervore economico e il nostro porto, grazie a questi intensi traffici, fu considerato stazione di prim’ordine per l’Oriente; i cavalieri gerosolimitani svolgevano inoltre lucrose attività bancarie gestendo e custodendo anche cospicui depositi in denaro e in gioielli appartenenti ai sovrani. Dopo la caduta di S. Giovanni d’Acri i traffici commerciali gestiti dai Giovanniti scomparvero quasi del tutto ma, il 6 maggio 1312 la casa gerosolimitana si arricchì ulteriormente in quanto incamerò tutti i beni confiscati all’Ordine dei Templari in seguito alla persecuzione voluta dal re di Francia Filippo il Bello e il compiacente pontefice Clemente V. La casa degli ospedalieri di Barletta diventava così il priorato meridionale più importante fra i sette della Veneranda Lingua d’Italia: precedeva Capua e Messina ed era preceduta da Roma, Milano, Venezia e Pisa.

Pubblicato il 8/5/2007 alle 21.9 nella rubrica Barletta story.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web