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L'apertura della Zecca a Barletta.

L’apertura della Zecca a Barletta costituisce la conferma dell’importanza acquisita dalla città in quel periodo.
Il merito di questo importante risultato, oltre ad altri numerosi privilegi ottenuti per la città, è da attribuire all’autorevole presenza nella corte angioina del barlettano Gezolino Della Marra il quale fu uno dei funzionari contabili più abili nell’amministrare i proventi e i beni di Carlo I d’Angiò.
Gezolino Della Marra, figlio di Angelo, Giudice Razionale sotto il regno svevo di Manfredi, preferì l’adesione immediata al re guelfo Carlo I d’Angiò il quale, resosi conto delle sue grandi capacità in fatto di contabilità e amministrazione dell’azienda dello Stato, gli riconfermò l’incarico.
Affinché fosse universalmente riconosciuta la sua dominazione, re Carlo d’Angiò decise di sostituire le monete sveve, sino ad allora in circolazione, con i reali, mezzi reali e tarì d’oro; in quella circostanza l’abile sagacia di Gezolino Della Marra e la sua indiscutibile importanza nella corte angioina convinse il monarca ad istituire nella città di Barletta (oltre a quella di Messina) la Zecca per la coniazione delle nuove monete che fu istituita con editto del 15 novembre 1266.
L’importante presenza della Zecca a Barletta durò solo 12 anni coincidendo con l’apertura della Zecca in Castel Capuano a Napoli, stabilita con regia disposizione il 14 aprile 1278, e con la coniazione della nuova moneta d’oro, il famoso carlino.
Con la sua riconosciuta autorità Gezolino impedì che anche Barletta, come altre città vicine, insorgesse contro le milizie angioine durante l’insurrezione del 1268 propugnata da Corradino di Svevia, salvando la città da ben più atroci sofferenze che non le gravose tasse fino allora esposte.

Pubblicato il 8/5/2007 alle 21.7 nella rubrica Barletta story.

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