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BARLETTA DURANTE IL REGNO DI CARLO III DI BORBONE.

In tutto il regno di Napoli la situazione era piuttosto precaria in quanto del tutto priva di servizi essenziali e con altissimi livelli di disoccupazione.
Nel “profondo Sud” la situazione era ancora peggiore: campagne spopolate dalla malaria e dal brigantaggio, contadini alla completa mercé dei loro rapaci baroni, comuni rurali privi di qualsiasi iniziativa imprenditoriale, vita intellettuale del tutto stagnante, mancanza di strade e quindi di collegamenti e di scambi oltre a clima generalizzato di sfiducia, frustrazione, analfabetismo, pessimismo e rinunzia.
Questa situazione disastrosa indusse Carlo III, incaricando il suo fido ministro Tanucci, ad introdurre delle riforme indirizzate a salvaguardare l’ordine pubblico e alla creazione di un catasto generale (detto onciario o carolino)per il censimento e la tassazione di tutte le proprietà, comprese quelle dell’aristocrazia e del clero, da secoli intoccabili. Un’altra importante riforma fu quella del Codice, in quanto la legislazione napoletana era una somma arruffata e caotica di quelle introdotte dalle tante dominazioni fino allora succedutesi nel Regno. Con le riforme di ordine economico la città di Barletta ebbe in quel periodo un notevole sviluppo delle attività portuali; infatti verso la metà del XVIII secolo uscirono dal porto di Barletta quasi duemila imbarcazioni cariche di merci.
Lo scalo pugliese, seppure non dotato di una struttura portuale particolarmente efficiente, era il più importante porto cerealicolo del Regno di Napoli, godendo di una vantaggiosissima posizione geografica a cavallo tra due zone molto ampie di produzione cerealicola, il Tavoliere di Puglia e la Murgia barese.
Anche nel Settecento perciò, la sua funzione principale era quella di caricatoio, per consentire lo smercio di grano e di orzo, destinato quasi esclusivamente al commercio a lunga distanza.
Le cifre analizzate di quel periodo attestano ben il 47 % delle imbarcazioni segnalate in uscita al trasporto dei cereali, il 41 % al trasporto di merci varie e il restante 12 % da imbarcazioni cariche di sale.
Il 6 marzo 1741, il re Carlo e la regina Maria Amalia, in visita nelle Puglie, onorarono la città di Barletta fermandosi per pernottarvi e vennero ospitati nel palazzo sito in via Nazareth ai n. 57-77, appartenente alla nobile famiglia Samuelli.

Pubblicato il 7/5/2007 alle 22.16 nella rubrica Barletta story.

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