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Diario


7 maggio 2007

Ordinanze regie di Carlo III di Borbone per la Città di Barletta

• 29 gennaio 1740
Carlo III istituisce i Consolati di Mare e di Terra nelle province del regno. Il compito di questi tribunali è l’amministrazione della giustizia nelle controversie commerciali e, in Terra di Bari, vengono assegnati a Bari, Monopoli e Barletta.
Nel 1746, con un decreto del medesimo re, questi Consolati vengono per la maggior parte aboliti, eccetto quelli di Napoli, Barletta, Manfredonia Crotone, Reggio Calabria e Gallipoli. I nuovi ordinamenti giuridici ne diminuiscono l’importanza, ma quello di Barletta rimane l’unico in Terra di Bari.
• maggio 1740
Per ordine del re Carlo III di Borbone, viene inaugurato a Barletta il Tribunale del Commercio.
• Il re Carlo III di Borbone concede al celebre giureconsulto barlettano Niccolò Fraggianni il titolo nobiliare di marchese, trasmissibile anche agli eredi.
• 1753
A seguito dell’opera di risanamento del lago di Salpi, Carlo III acquista le saline di Barletta; tale decisione è comprovata dall’acquisita importanza del sale considerato un patrimonio del regno di Napoli.
Carlo III commissionò il riordino delle Gran Saline di Barletta a Luigi Vanvitelli che, per un ventennio, grazie alle sue eccezionali attitudini organizzative e tecniche, diede un contributo notevole a quella che diventerà tra le più grandi Saline d’Europa; nel 1760 il barlettano Vincenzo Pecorari venne nominato Direttore Generale delle Regie Saline di Barletta.
La Salina fu fondata oltre tre secoli avanti Cristo e l’imperatore Traiano fece costruire un ponte sul fiume Ofanto per collegarla a Barletta. Con il divulgarsi del Cristianesimo assunse il nome di Sancta Maria de Salinis. La prima volta che questo nome si trova registrato è in un documento del 1105, nel quale il conte di Canne, Goffredo Normanno, fece dono al Vescovo di quell’antica città di alcuni casali, fra cui anche questo sopra citato. Il vescovo di Canne a cui venne fatto il dono era Rogerius, l’attuale santo Patrono della città di Barletta; successivamente un altro vescovo, Joannes, succeduto a Rogerius, cedette il Casale Sancta Maria de Salinis ai Templari (Ordine cavalleresco) di Barletta poiché era molto rilevante il ruolo delle saline con le Crociate per l’approvvigionamento del sale.
I Templari ebbero il dominio delle saline fino alle Costituzioni di Melfi, emanate nel 1231 da Federico II di Svevia, che istituì il monopolio del sale.
Divenuta in seguito impossibile la dimora in quei luoghi malsani, gli abitanti si trasferirono in Barletta e conseguentemente la Colonia assunse il nome della città ospitale con la denominazione “Saline di Barletta”.
La Colonia di Salinari è menzionata negli Statuti dell’Università di Barletta del 1466, in quelli del 1473 e in numerosi documenti degli archivi comunali, ecclesiastici e notarili.
Verso la fine del 1600 i Salinari cominciarono a risiedere stabilmente nelle vicinanze della salina, elevando caratteristiche case di paglia che scomparvero verso il 1875.
Con il riordino commissionato da Carlo III di Borbone nel 1753, in seguito a continue trasformazioni e bonifiche di zone limitrofe, le sezioni salifere occuparono un’area sempre maggiore con un incremento produttivo notevolissimo.
Costituito il Regno d’Italia, la popolazione elesse un’amministrazione civile propria, la quale deliberò di dare al Comune un nome nuovo, il nome della prima Regina d’Italia. Il voto del Consiglio Comunale venne accolto favorevolmente e, con R. D. del 9 gennaio 1879, il Comune Saline di Barletta fu autorizzato ad assumere la denominazione di “Margherita di Savoia”.

Segue la rubrica: Barletta, la storia moderna.




permalink | inviato da il 7/5/2007 alle 22:6 | Versione per la stampa
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